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Il pignoramento e i rischi dei debiti

Soluzioni e rimedi contro il pignoramento

Rate mensili da pagare per un finanziamento o per un mutuo sono una realtà che accomuna  la maggior parte delle famiglie italiane. Ma cosa succede quando queste rate diventano insostenibili e non si riesce più a pagarle per tempo o a coprirne l’intero importo?
Il primo rimedio a cui pensare è proporre una soluzione transattiva, che sia un piano di rientro o un cosiddetto saldo e stralcio al creditore. Purtroppo, però, non sempre si hanno le possibilità economiche per poter prendere questa strada e pertanto diventa impossibile evitare che l’Istituto di credito o la Finanziaria f avanzino, prima un decreto ingiuntivo, poi un precetto, fino ad arrivare ad un’azione legale cui consegue il pignoramento.

 

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Pignoramento

Cos’è e come funziona il pignoramento?

Si arriva al pignoramento quando il debitore si è opposto o non ha proceduto in alcun modo sia con il decreto ingiuntivo che con il precetto. È finalizzato all’individuazione e al successivo vincolo di determinati beni del debitore atti alla soddisfazione del creditore per la somma di denaro prestata, ed è quindi l’atto con il quale si dà inizio alla cosiddetta espropriazione forzata.
I beni pignorabili possono essere sia mobili che immobili, e l’espropriazione di entrambi questi beni può estendersi anche al pignoramento presso terzi.

 Il pignoramento di beni mobili

I beni mobili del debitore in ordine di preferenza ai fini del recupero dell’importo del credito sono: denaro contante, oggetti preziosi, titoli di credito e ogni altro bene di sicura realizzazione. Il pignoramento verrà, perciò, eseguito sui beni ritenuti liquidabili e più facili da recuperare.

Il pignoramento di beni immobili

Se il debitore è intestatario anche di uno o più beni immobili, consente all’istituto creditore di pignorarli e venderli all’asta. In caso di pericolo che i beni immobili pignorati vengano intestati o venduti dal debitore a un altro soggetto per evitare il pignoramento in essere, scatta immediatamente l’esecutività dello stesso, giustificata dall’”urgenza”. Questa determina l’iscrizione di ipoteca giudiziale sul bene immobile,  e di conseguenza la sua vendita all’asta.

L’Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari) ha calcolato che negli ultimi cinque anni tra il 2008 ed il 2013 i pignoramenti sono aumentati di oltre il 100%, superando i 47.000 in totale. Nel solo 2014 si è avuta una crescita dell’11,6%.

 

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